La piccola libreria di campagna

Papà Travel Experience



Titolo:  Papà Travel Experience 
Autore: Beppe Lamberto 
Editore: Ultra 
Prezzo: 14.00 euro Cartaceo / 9.99 euro E-book

Recensione:

L'ultima volta che ho avuto il magone durante una lettura stringevo in mano lo "Zahir" di Paulo Coelho. Le ultime due pagine di " Papà Travel Experience" le ho lette con un nodo alla gola e gli occhi lucidi. E' stato come se di spalle davanti alla cattedrale ci fossi io. Non so perchè mi abbia preso così, probabilmente per il fatto che sono madre; magari tutta la storia del cambiamento,del trovare il proprio posto nel mondo ha influenzato l'effetto finale o forse, perchè nella lista delle cento cose da fare nella mia vita c'è sicuramente " il cammino di Santiago". Ciò che amo della lettura sono le sensazioni che provo e le vibrazioni che scuotono il mio mondo. Quando recensisco un libro non mi soffermo sulla metrica, sulla punteggiatura, sulla composizione delle frasi e i sticazzi vari ... Tutto ciò lo lascio agli esperti del settore! Leggere per me è una questione di emozioni,di spunti per conoscere nuovi libri o nuove canzoni, è una questione di vibrazioni come ho già scritto. Questo libro è breve,semplice, ma profondo e ricco di sentimenti. Si avverte tristezza nel non poter osservare la propria figlia durante i momenti più banali della giornata; si avverte ansia quando guardando fuori dalla finestra il tempo non è dei migliori ma volente o nolente l'obiettivo della giornata si deve portare a termine; si avverte orgoglio per aver realizzato un sogno... e infine si avverte un senso di liberazione. Avete presente quando sia ha un peso dentro e appena superato quell'ostacolo vi sentite più leggeri ? Bene, quando Beppe si è voltato verso la cattedrale è questo che ho percepito. Come se davanti a quell'imponente edificio abbia tirato un sospiro di sollievo e tutto ciò che lo tormentava si fosse dileguato. La società sta cominciando a fare i primi passi verso il cambiamento. Per noi donne fa strano leggere di un papà che si appresta a compiere imprese quasi impossibili per gli individui di sesso maschile. Se poi vivi in Sardegna, in un'isola matriarcale, dove la gestione famigliare è sulle spalle della donna ... è pura utopia. E forse è anche per questo che ho proposto a Beppe di portare la sua testimonianza qui da noi quando è venuto a promuovere il suo libro nel mio paese. La mentalità della gente deve cambiare se vogliamo che i nostri figli un giorno si apprestino a vivere senza vedere differenze di ruoli. E se siete interessati a saperne di più su questo meraviglioso libro qui sotto troverete il link per poterlo acquistare: CLICCA QUI! 
Buona Lettura a tutti ! 

Trama:

"Ognuno ha le sue declinazioni, e io non mi sento migliore di altri solo perché viaggio con mia figlia. Avessi trovato il nostro mondo stando a casa a fare acquerelli, sarebbe andato bene uguale. E magari avrei anche risparmiato due lire. Però vorrei far vedere a tutti i genitori ai quali mette ansia anche il solo pensiero di fare cinquanta chilometri in macchina che viaggiare con i figli è possibile, anzi è facile, e prendendo i giusti accorgimenti pure divertente. La separazione ha stravolto il tempo che avevo a disposizione per stare con mia figlia; nel giro di un attimo sono passato da una normale dinamica di vita a tre a una condizione in cui un giorno è come se non avessi nessuno, e il giorno dopo sono padre, madre, zia, amico, confidente e gatto insieme: il tutto, solitamente, a weekend alterni. Da quel momento in poi, al tempo passato con mia figlia non ho più potuto accostare la parola 'quantità. Così ho capito che esisteva un solo modo per compensare quella carenza, che da lì in poi avrebbe condizionato la nostra vita insieme: accostare la parola 'qualità. Non vedo mia figlia per quello che sembra, ma per quello che è, ovvero una donna. La differenza fra la persona che è oggi e quella che sarà domani dipenderà dall'esperienza accumulata. Viaggio con lei per vivere momenti, non per collezionare fotografie. Il tempo che abbiamo a disposizione è troppo poco, quindi, se voglio aiutarla a costruire la donna che sarà, non posso limitarmi a 'passarlo'. Lo devo vivere insieme a lei. Il viaggio dunque non è il fine, ma il mezzo. È contemporaneamente il laboratorio in cui ho deciso di costruire il nostro rapporto e il palcoscenico sul quale ho deciso di metterlo in atto. Basta ricordarsi che, come per tutte le cose, la parte più difficile è iniziare. E che se vi ritrovate a viaggiare con una bambina di tre anni, una volta che avrete capito in quale bagno andare quando vi fermate all'autogrill, il resto sarà tutto in discesa."

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