La misura della felicità



 Trama: 

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato al infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: «Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata». Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quel affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore… La ” misura della felicità” è una dichiarazione d’amore per la vita e le sorprese che ci riserva, ma sopratutto per i libri e i lettori, perché, come ci insegna la storia di A.J. Fikry, condividere un libro è il modo migliore per aprire il nostro cuore e raccontare qualcosa di noi. 

 Considerazioni Personali:  

 Questo libro era nella mia lista delle letture da un po’; quando andavo in biblioteca, lo osservavo, lo sfogliavo ma non lo portavo mai a casa. Qualche settimana fa, la curiosità ha prevalso e finalmente l’ho preso e ho cominciato subito a leggerlo. In tutta sincerità non ero certa di fare la recensione perché pagina dopo pagina non sentivo la scintilla dell’interesse. Prima di cominciare con il blog, mi sono ripromessa di non recensire libri che non mi fossero piaciuti e questo sembrava far parte di essi.   Chiariamoci subito, il libro ha una trama bellissima ed è scritto molto bene, ma come capita con altri autori non mi ha colpito particolarmente. Ho deciso di recensirlo comunque, perché alcune frasi mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto interrompere la lettura per meditarci su, per meditare sul periodo che sto vivendo. Mi sono sempre chiesta se non siano i libri a sceglierci e a scegliere il momento giusto in cui arrivare, beh… lui è arrivato nel periodo in cui rifletto su l'amicizia, su l'importanza dell’esserci nella vita delle persone e su ciò che siamo veramente. Questa storia racconta tutto ciò. Non ci sono miliardari scorbutici e ragazze in cerca di protezione. I personaggi sono persone normali, che vivono le insicurezze e i problemi che noi, comuni mortali dobbiamo affrontare tutti i giorni. Sono cresciuta con attorno una miriade di persone che ci sono state sino a quando gli ha fatto comodo, con persone che erano convinte che i soldi potessero colmare la mancanza di affetto, non percependo realmente i miei bisogni.   Oggi, dopo qualche mese da l'inizio del mio percorso di crescita personale, osservo quelle stesse persone e mi dispiaccio un po’ per loro perché nulla può comprare l’affetto e la compagnia della vera amicizia; quando chiudi la porta di casa e sei solo, le certezze crollano in un batter d’occhio. Il libro è pieno di colpi di scena che vi lasceranno a bocca aperta. Vi voglio augurare una buona lettura con la frase che mi è rimasta più impressa.

<< Maya, siamo ciò che amiamo. Siamo quello che amiamo.>>

<< Non siamo le cose che raccogliamo,che acquistiamo, che leggiamo. Per tutto il tempo che passiamo qui sulla terra, siamo solo amore. Le cose che abbiamo amato. Le persone che abbiamo amato. E tutto ciò… penso che tutto ciò continui a vivere.>>

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